attrazione incolpevole
i luoghi sulle persone dove si trova il sesso non sono sempre gli stessi.
è più facile che sia l’incavo del collo che guida verso il torace, magari se lasciato appena libero dalla camicia, però anche se più sfacciato, esibito, soprattutto se a denudarsi il petto è qualcuno di magro, una ragazza piatta, un ragazzo esile, che si penserebbero intimiditi dalle proprie scarse carni a mostrarsi proprio là. io trovo le ragazze senza seno scollate sensuali e libere, innocenti e aggressive.
ma anche la piega delle scapole sulla schiena contornata da piccoli muscoli - non parlo della muscolatura provocata dalla palestra ma di quella in dotazione di chiunque, di quella senza merito, che quasi uno si scorda di avere e si stupisce di ritrovarsela, o guarda, qualsiasi braccio di un uomo quando fa forza per aprire un barattolo, cazzo, comunque è fatto di muscoli - magari quando si segue lo sbadiglio con le braccia, fisicità involontaria.
toccarsi la faccia, come a leggersela in braille, giocare con la faccia, sopra pensiero, senza intenzioni di chiusura o vergogna, di schermarsi dagli sguardi, ma come estrema confidenza con se stessi. giocare con le mani di qualcuno senza chiedere il permesso.
e la mano sulla nuca, quando fa caldo, la mano più fresca, con la testa abbassata, come ad offrirla al morso, e lo sguardo da sotto in sopra, seminascosto dai capelli.
parlarsi senza il costante filo dello sguardo, parlarsi mentre si fa altro e poi ad intermittenza lanciare gli occhi, sei lì io sono qui. quegli occhi, anche.
il tono brusco di decisione in un discorso, che non ti aspetti, una parolaccia in bocca all’educato estremo, un termine desueto addosso a chi si esprime in maniera prevedibile, lo sterzare dal consueto.
allacciarsi l’orologio con la bocca.
capacità attrattiva inevasa. sesso che evapora.






