c’è un tempo
a me il tempo non fugge mai.
nel senso, lo sento percorrermi interamente a goccia, dalla testa alle caviglie, tutto, ogni minuto, anche quando dormo, anche quando sono felice, anche quando vorrei che un momento non finisse.
insomma, mi mancano gli argomenti quando si intavola il sempre gradito argomento del ‘ma siamo già a (natale/pasqua/ferragosto) le giornate volano’.
per niente.
pertanto questi 4 giorni a roma sono stati grassi ed ingombranti come il resto lentissimo dell’esistenza, però piacevoli.
ho conosciuto diverse persone (sia nell’accezione di sinonimo di molte che di altro da me, e già io mi colloco ben distante dalla pagina del devoto oil portante la qualificazione di ‘normale’) con cui ho scambiato parole, sperando che qualcuna rimanga anche solo per l’eco dentro di loro, ho perso i nomi, di qualcuno la faccia.
mi ha contenuta un bel cielo, ho preso tardi pomeriggi docili tinti di rosa marmo e giallo birra in bicchieri spaiati.
ascoltando gli afterhours dentro a una macchina guidata con ansia e risate da un supermercato ad una terrazza dove la carbonella bruciava orfana delle salsicce ancora nel cofano, ho fermato con i piedi un momento per slabbrarlo ulteriormente, ed è durato appena un poco di più. fino allo spasimo.
forse ho tirato il tempo a qualcuno di altro. nel caso, fratello, puoi venirtelo a riprendere quando vuoi, che a me il tempo non finisce mai.






