You feel like a bug!

26 Febbraio, 2007

perché non ti metti qualcosa di più comodo?

Archiviato in: Diario — scritto da Stee @ 15:13

oggi titillando il tasto della ricerca delle stazioni radio con fare appena meno che ossessivo sono inciampata in ‘relax’.
esiste una canzone che si presta meglio ad accompagnare complicanze umide di i’m coming i’m coming yeah di frankie?
proseguendo nello sbottonare metaforico:
i need you tonight, inxs
i feel you, depeche mode (per quanto anche il buon personal jesus, posto che non sia troppo banalmente iconoclasta)
wicked game, mi si abbuona nella cover di him? mi piace, che devo dire
qualcosa di prince. qualcosa di blondie.

mai all’altezza di un tizio che conoscevo nel mesozoico il quale teneva su un tavolino a fianco del divano sotto alla lampada un registratore con elvis pronto ad ammaliare allo start. gente di un certo livello.

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22 Febbraio, 2007

forse non tutti sanno che

Archiviato in: Diario — scritto da Stee @ 17:54

ma il calamaro gigante può mangiare l’uomo?

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questo piatto di grano

Archiviato in: Diario — scritto da Stee @ 9:51

ci si può nascondere dietro al plurale, magma senza contorni e senza coscienza, ma poi sono i gesti dei singoli a pesare tanto da lasciare i quattro segni di appoggio.
24 bianche dita ferme.
una casella barrata al posto di un’altra, positivo-negativo.
girare le spalle al dormitorio del seminario.
tutta questa ansia di avere l’attimo pubblico per declamare nomecognomeambizioniperilfuturo a favore di telecamera, ma quando si devono assumere le responsabilità si diventa un ‘noi’ indistinto.
proprio per niente.
persona con una faccia e tutto il corredo di azioni e intenzioni, senza la domanda di riserva.

che il prato sotto al cielo è fatto di singoli aghi

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20 Febbraio, 2007

derive di gomma

Archiviato in: Diario — scritto da Stee @ 10:03

che poi sarebbe bastato eliminare le qualificazioni di ‘marito’ e ‘moglie’ per sostituirle con l’asessuato ‘coniuge’ nel codice civile, seguendo la scelta lessicale dell’art. 29 della nostra costituzione, senza necessità di alcuna legge ad hoc.
coerenza per coerenza.
non sarebbe stato necessario costruire un sistema parallelo dell’aggregazione stabile tra due persone dello stesso sesso con apposita disciplina per successione, filiazione, regime patrimoniale, se si fosse potuta usare, dal punto di vista giuridico sia chiaro, anche in questo caso la parola famiglia.
sarà che ragiono in sottrazione, in un’ottica di risparmio energetico, ma è evidente a tutti che più norme esistono, più eccezioni vengono ad essere perché anche a voler disciplinare ogni angolo di visibile, qualche pezzo di vita reale al legislatore sfugge.
simile perplessità me la lascia la deriva di gomma di certe categorie, tirate alla bisogna fino a slabbrarsi nel contenuto.
come la gente. la gente, il ventre molle del paese.
la gente che coloro i quali si spendono a tutela dei principi della chiesa cattolica riconoscono come infastidita e turbata dalla parificazione dell’insieme duraturo tra omosessuali alla famiglia tra eterosessuali, assolutamente contraria e anche un poco nauseata.
la stessa gente che i laici considera al più indifferente, ma anzi a favore della medesima assimilazione, prospettando scenari di condivisione pacifica della coda davanti al banco del contadino (che la sua roba costa un poco di più ma è migliore perché la coltiva lui) tra l’anziana con la pensione minima e un dolceegabbana metalmeccanico, entrambi preoccupati al 23 del mese, scambiarsi le ricette.
la gente, la gente che non esiste…
e anche la chiesa, anche i cattolici sono diventati un’entità buona per ogni cambio di stagione.
definiti talvolta come emblema dell’immobilismo, incapaci di riconoscere l’evidenza della verità, tali da negare darwin da quegli intellettuali che però quando si presentano alle elezioni li vanno a cercare davanti ai segrati per dare loro i santini. le mani non sono le stesse? le mani aggrappate ai rosari sono quelle che impugnano la matita nella cabina elettorale.
come pure la carità cristiana, è un concetto smarginato.
perché non capisco cosa ci sia di caritatevole e comprensivo nello sfilare - oh sì, a favore della famiglia - in realtà contro coloro i quali anche se coesi con la concezione di ‘per sempre’ che riescono a darsi non possono qualificarsi famiglia, a causa dell’assortimento delle gonadi.
eppure non possiamo non dirci cattolici?
l’italia è una repubblica fondata sul lavoro.
non un paese vanesio finalizzato alla ricerca della felicità.
questa scelta di sofferenza deriverà dall’atea coscienza di classe, è vero, ma come non riconoscerci la necessità del mondare la colpa del peccato originale?
ci viaggiano addosso per file parallele, queste cazzo di radici.
ma non riconosco necessarietà di rigetto.
a ridurre tutto agli elementi primari, apparirebbe così inconferente il sesso della persona con cui cerchiamo di dividere la fatica di vivere.

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18 Febbraio, 2007

Mezza stagione

Archiviato in: Diario — scritto da Kafkahigh @ 20:42

Venerdì mattina il lavoro non è stato neanche poi male, si è respirato bene, soprattutto per la consapevolezza di aprire un weekend mai tanto desiderato. Vicino alla bancarella che sta di fronte all’entrata del metrò centrale ho beccato il mio amico Paulette e siamo andati a mangiare insieme in un self service lì vicino. Non lo vedevo dall’estate praticamente. E’ bello rivedere dei vecchi amici e ho fatto in tempo a mollargli tre cd degli Area che ascoltavamo ai tempi dell’università: Crac! Arbeit Macht Frei e Are(A)zione. Meravigliosi. E al ritorno ho cenato gioiosamente con i miei fringuelletti!!! Ieri sera invece, con Glenda, siamo andati a vedere lo spettacolo di Lucarelli sul tema ‘Pasolini: un delitto italiano’. Praticamente è come vedere una puntata di blu notte, solo che sei a teatro e non ci sono stacchi, ne’ cambiamenti di inquadrature. Lui è uguale, nei suoi discorsi è come un ragno che tesse una tela. Prima ti pianta dei punti fermi tutto attorno e poi comincia a tessere la spirale. Notevole, soprattutto saper tenere sveglia la gente per 2 ore solo parlando… voglio dire, non è da tutti. Ci sa fare anche con la suspence, dopo tutto è un giallista… Mi ha colpito , nella descrizione dell’omicidio, perpetrato non da Pino Pelosi, ma da questi energumeni meridionali che lo apostrofavano ‘Frocio, fetuso e comunista’ il fatto che Pasolini abbia gridato ‘Mamma’ mentre lo ammazzavano. Ho pensato che ‘mamma’ è la prima parola che impariamo, curioso che sia anche l’ultima che pronunciamo. Eppoi ho pensato che insomma far gridare ‘mamma’ ad un adulto significa che si è sentito proprio perso, ha capito che lo stavano ammazzando. Pausa di angoscia.

Allora oggi sono andato in libreria a comprare ‘Petrolio’ e tanto sul treno avrò tutto il tempo di leggerlo. E sempre oggi sono andato al cinema a vedere ‘La notte prima degli esami 2′. Carino, leggero e forse un po’ ruffiano, però me lo sono goduto.
Sto vivendo molto su Second Life e meno nella Real life, indice di una psicosi? Probabilmente sto impazzendo e non me ne rendo conto, ma dopotutto , chissenefrega, tuttalpiù muoio….

Comunque, sto mese di merda finisce e ne comincia uno a cui sono particolarmente affezionato. Marzo pazzo. A marzo performance molto Barone di Minchiausen infatti i primi di marzo sarò in Olanda, poi a metà mese giù a Roma e verso la fine vado in Inghilterra. Per gli amici etruschi e romani : sarò a Roma verso il 22/23/24 , mi farebbe piacere (re)incontrarvi :)

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Esisto ancora

Archiviato in: Diario — scritto da Kafkahigh @ 13:00

Solo che non ho molto tempo per bloggare… Presto vi racconterò tutto o quasi.

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