You feel like a bug!

30 Dicembre, 2006

Five things you don’t know about me

Archiviato in: Diario — scritto da Stee @ 19:27

laddove disorder comanda, stee-egoobeso risponde…
1. scrivo in verticale dal basso verso l’alto, con la mano destra ma tenendo il foglio perpendicolare alla persona. nelle varie scuole dell’obbligo si è tentato di raddrizzare la deriva (scegliendo quella più igienica e facile, peraltro, fra tutte) con l’unica conseguenza che, normalizzata la pagina, le parole germinavano storte.
2. partizzo le persone. se mi occupa la visuale una donna con grandi tette, lei tutta diventa le proprie ghiandole e non c’è possibilità che io guardi altro. diventa difficile sostituire l’identità nominale con quella dell’impressione estetica monca - la faccenda per cui tutti abbiano un nome e impongano di usarlo, e la ancora più risibile pretesa che io me li rammenti. quando qualcuno si ricorda il mio nome, magari dopo settimane di distanza dalla volta che gliel’ho detto, mi impressiona, io credo sia una malattia (come tenere le banconote tutte girate per lo stesso verso in ordine crescente di valore, fare la fotocopia dei documenti, ricordarsi subito dove si è parcheggiata l’auto).
3. d’istinto dico bugie. per dire la verità occorre che mi concentri. in generale, ma soprattutto quando mi chiedono di raccontare un episodio a cui ho assistito, o un parere su una persona che conosco. è che mi annoio, ripetere esattamente quello che è già avvenuto e ho vissuto è sfibrante, mi tremano le palpebre dal tedio - lo so, c’ero, che palle. pertanto decoro la narrazione.
poi diffido dai concetti assoluti, la verità… la ragione. quando ho ragione in una discussione (che non sia professionale, laddove la ragione è mia di default) provo la perplessità di stare dalla parte sbagliata.
4. faccio passi lunghissimi ben oltre la fisica delle gambe che mi ritrovo innestate. questo per stare dietro a mio padre di cm 180 che da bambina mi teneva incollata a sé, dalle riunioni di partito al club dei radioamatori. e quando non camminavo ero ancora più alta, perché mi teneva sulle spalle. ed essendo il mio babysiter mio zio (di circa 20 anni più grande di me) ho avuto un’infanzia maschile - mia madre è una donna senza moine da femmina. dacché (presumo) deriva la mia tendenza a voler sedurre l’interlocutore.
5. non tengo ricordi. cancello i messaggi, butto le lettere. rigardo vecchie foto solo per narcisismo, non come meccanismo di rimembranza. mi scollo da ciò che è stato, non sono neppure più io. viaggio leggera, insomma, anche a livello di identità, confezione intatta ogni mattina.
dovrei indicare altri soggetti addosso a cui buttare la faccenda intimista ma… lascio che sia il padrone di casa a farlo.

ok, update mentre rigiro come in un paiolo della polenta i vestiti nel borsone del viaggio di capodanno, stante quanto comunicato dal tenutario:
alla lavagna http://www.italianpsycho.net/; http://www.astrognauta.net/;http://porcosenzali.blogspot.com/
donne, uomini, lo so, i link non si fanno così, ma se quel santo uomo di salvo mi tollera nella mia immensa ignoranza potete farlo anche voi, vero?
un lunghissimo bacio

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29 Dicembre, 2006

scatta pure, non mi vergogno di come vengo in foto, e anzi, non mi vergogno in generale

Archiviato in: Diario — scritto da Stee @ 19:43

il rito della vestizione.
è poi quello che mi provoca affetto retroattivo nei miei confronti di grumo adolescente quando mi apparecchiavo per il sabato. un luogo assoluto, alfa e omega, il sabato - ci vediamo sabato me lo dici sabato l’importante è che ci sia il prossimo sabato.
perché per il resto non mi manco affatto.
dimenticavo anche il fatto di come fosse superfluo il sonno, il cibo, riposarsi. e il colore migliore post sbornia.
e la vertigine del futuro scollata e immondamente possibile senza contorni.
ed invece…
in ogni caso, è il momento che preferisco, il mio allestimento. capace di restare ore davanti alle ante sventrate dell’armadio ad aspettare che l’accostamento mi salti addosso.
nero globale, anche un nero sulle unghie, nero sugli occhi e niente altro, capelli in aperto contrasto cromatico.
non è così vitale respirare, posso anche evitare di farlo per contenere il morphing provocato dall’ingestione del cenone.
l’equilibrio è precario di suo (ma saldissima sui tacchi, anche estremi).
il filo della disperazione che mi lega le membra tra loro ma senza necessità di giustificazione - è festa, nessuno chiede perché, cerca solo un posto dove appoggiarti le mani e tirati nel trenino - allenterà la mascella.
furiosamente cercando ‘bella’ disciolta nelle iridi opache di alcol e indifferenza altrui.
come queste parole, una rete in cui vorrei ritirare impigliate parole di piacere nella lettura di sconosciuti.

brindiamo già adesso? auguri.

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28 Dicembre, 2006

The Freak is Back

Archiviato in: Diario — scritto da Kafkahigh @ 20:34

Pinocchio di Ausonia
Coraline di Neil Gaiman

Ok, ok , seriamente. Non farò commenti su quanto sia una merda il Natale ecc ecc, anche perchè, per me, quest’anno, è stato tutto diverso, in un certo senso bello. Ho apprezzato la possibilità di rivedere e coccolare i miei vecchi, io adulto ormai e loro vecchi-bambini. E come i bambini ti scappano di mano, così anche i vecchi. Quindi occhi aperti e tanto tanto affetto. Vedere mio padre , al Museo Egizio, stupirsi come un dodicenne di fronte a statue che hanno quattromila anni è stato impagabile. Passeggiare con mia madre sotto ai portici di via Roma mi ha scaldato il cuore. Potrei raccontarne altre, ma come sempre, niente nella mia vita è banale, e di questo ringrazio il mio destino , la mia stella o qualunque altra cosa sia.

E veniamo a noi. Oggi ho fatto una lunga passeggiata per il mio quartiere e sono approdato, come avviene ogni tanto, in fumetteria. Ho preso ‘Coraline‘ di Neil Gaiman e ho comprato anche ‘Pinocchio’ di Ausonia, edizioni Pavesio. Una curiosissima rilettura dell’originale collodiano, in cui si inverte il rapporto legno/carne e Pinocchio viene costruito con scarti di porco da un Geppetto di Legno che fa il macellaio. Inquietante, a tratti oscuro e molto poetico. Fate fare qualche salto mortale agli ultimi neuroni che vi sono rimasti!!
Ecco un breve estratto dall’introduzione scritta dall’autore :

LA STORIA DI COLLODI E’ UNA MERDA

mi sarebbe impossibile andare in ordine nello spiegare da dove mi sia nata l’idea, e come si sia evoluta… quindi spero che le cose verranno man mano, scrivendone.

l’idea forse è nata quand’ero piccolo. era il 1979, mia madre mi forzava ogni mattina, prima di andare a scuola, a leggere qualche pagina di una vecchia edizione di pinocchio (casa editrice adriano salani, 1946) illustrata benissimo da f. faorzi.
il punto è che a sei anni tutto ciò che provi a leggere… lo detesti. fai fatica, è difficile, così ancor prima di capire di cosa stia parlando il libro che hai fra le mani, sai già che lo odi. che lo odi profondamente.

andavo a scuola e ogni mattina dicevo a qualcuno “pinocchio è una merda”. e per anni (una ventina) ho ripetuto “pinocchio di collodi… è una merda assoluta”.

nel 1999 qualcuno mi disse che mi sbagliavo di grosso, che collodi aveva scritto qualcosa di incredibilmente interessante. decisi di comprarne un’edizione economica, giunti, mi pare… con le bellissime illustrazioni di c. chiostri incise su legno da a. bongini.
lo lessi in un giorno.
più lo leggevo, più mi sembrava incredibile scoprire che: pinocchio di collodi è un libro pericolosamente sovversivo che spinge all’omologazione e alla perdita dell’individualità. che obbliga i figli a riconoscere i padri come padroni a cui sacrificare la propria vita e le proprie aspirazioni. che nel mondo collodiano non c’è spazio per le scelte personali, dove ognuno è obbligato a servire la collettività anche se si tratta di una collettività di mostri, animali, ladri, assassini e sfruttatori corrotti. un libro, non a caso, particolarmente letto durante il ventennio fascista….

Comprate il fumetto mi raccomando, non fate gli spilorci!!! Il resto dell’introduzione lo trovate qui.

Con Amore.
Kafkahigh

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24 Dicembre, 2006

sopra allo sportello del frigo

Archiviato in: Diario — scritto da Stee @ 10:23

nella giornata di oggi devo capire come sfumare il brandy a favore di n. 30 scampi con cui condirò etti ??? (sono ancora in forse sulla quantità di pasta da sacrificare) di linguine per stasera.
penso che la mia gola non dovrebbe essere (troppo) coinvolta nell’operazione, giusto? per quanto, al fine di sostenermi…
ricordarsi di comprare il brandy,importante.
ogni anno mi chiedo da quale angolo dell’universo i miei colleghi ricevano le intuizioni per comprami i regali di natale, dev’essere una galassia lontana lontana e parecchio stronza. sciogliere i pacchetti mi apre le porte della percezione senza previo giro ai murazzi e commissione di atti impuri, pertanto, volendo, è anche benemerita la loro azione.
potremmo allestire un e-kafka-bay, metterei a disposizione pezzi di un certo livello.
il divertissman nero di satana (anche detto il mio gatto) vomita nastrini e aghi di plastica dell’albero di natale conquistando prima posizioni di altura, lui adora le feste.
ricordarsi di stanare ed eliminare tutti i resti dell’esuberanza gastica della bestia prima di sera.
che poi ieri qualcuno ha preso una multa per parcheggio aggressivo (che sete di sangue gli ausiliari del traffico e/o i controllori della sosta, suvvia, è il santo natale anche per voi) per venirmi a salutare, quindi questo trascinarmi e vivere ogni tanto assume forme piacevoli.
un abbraccio morbido - e devo ancora iniziare l’alimentazione forzata della 3 giorni di feste… ricordarsi di comprare il vestito per capodanno dopo il 27 dicembre - agli avventori, anche a quelli che sollevano la sedia per non fare rumore e non hanno mai lasciato impronta del proprio passaggio. occhi sconosciuti che mi leggono mi accarezzano piano con le ciglia, grazie.

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21 Dicembre, 2006

il resto

Archiviato in: Diario — scritto da Stee @ 11:12

a te che non mi rivolgi la parola da una settimana, però immerso nella normalità educata dei rapporti buongiornobuonasera, sterzando bruscamente dall’abitudine di allestita intimità di amicizia appena dopo il caffè al mattino, e tanto al posto delle scuse che ancora aspetto

a te che riannodi frettolosamente i cavi del dialogo (sbagliando anche le polarità e mandando in corto) forzandoci necessarietà che non possa che essere così ‘con tutti gli impegni che abbiamo’ e pretendi di ricominciare con la stessa intensità che vivevo nel momento in cui hai unilateralmente interrotto la trasmissione

a te, a cui nelle sceneggiature di infima classe che scrivo e recito al posto di esistere ho assegnato un ruolo con una quantità di battute e PP da far imbestialire l’intero cast, che decidi che per un poco è anche divertente avere a che fare con me ma poi, ma poi in fondo non è così importante, se deve diventare un problema, viviamo in leggerezza, piuttosto, o anche lasciamo perdere

a te che rispondi con due parole affrettate e un’espressione sterile di ammirazione ‘non sarò mai alla tua altezza’, le uniche due parole messe a disposizione dalla pigrizia, ai miei ragionamenti di affetto - ma perché mi ritrovo sempre e solo io a sporgermi e rischiare, ad espormi allo sputtanamento?

e a tutti coloro che neppure mi rispondono, che è un periodo congestionato, davvero, appena trovo il tempo di respirare, affrontate le cose importanti mi occupo anche del resto.
volermi bene è il resto?
e io lavoro circa 12 ore al giorno, non impianto cuori ma neppure piego buste. eppure deve essermi sfuggito di relazionarmi soltanto con appartenenti a medici senza frontiere.

a voi tutti, uno per uno, per il tempo sufficiente, buon natale.

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17 Dicembre, 2006

Do what thou wilt shall be the whole of the law

Archiviato in: Diario — scritto da Kafkahigh @ 20:38

Crowley

Vorrei consigliarvi l’unica biografia decente in italiano del grande Aleister Crowley, figura di spicco del XX secolo, spesso misconosciuta quando non chiaramente calunniata (grazie a parecchi religiosi figli di puttana che hanno il tempo dei secoli a disposizione per mettere a punto i loro programmi di censura). Questa persona è stata associata a cazzate tipo il satanismo, ma io , sempre più spesso, mi convinco che il satanismo è un ‘ invenzione mediatica che ha fatto moolto molto comodo ai distretti di polizia o anche oltretevere. Ebbasta! Poi vabbè , cazzo, vivo a Torino… non lo sapete che se non state attenti, mentre siete comodamente seduti all’osteria Pepìn sotto la Mole e state gustando la vostra bagna caoda oppure un pantagruelico bollito misto con la bagna verde potreste cadere in una botola e svegliarvi nudi in un cimitero mentre qualcuno con il numero 666 dipinto sulla fronte vi asperge di liquido seminale recitando le canzoni dei Led Zeppelin all’incontrario?

Mi ha sempre incuriosito, ad esempio vedere come parecchi gruppi musicali che hanno fatto la mia giovinezza facessero riferimento al culto telemico (Coil e Current 93 in primis). Sono stato tentato di andare a Cefalù a vedere questa famosa ‘abbazia’, chissà, se ci tornerò mai in Sicilia…

Volontà e immaginazione, questi i segreti di Crowley. Sono sempre stato scarso della prima e ricco della seconda, quindi non sarò mai capace di operare ‘magie’ , ma tutto ciò è comunque affascinante. Se mi scoprite a sgozzare un capretto sopra al processore del mio computer fermatemi!!!!

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