Five things you don’t know about me
laddove disorder comanda, stee-egoobeso risponde…
1. scrivo in verticale dal basso verso l’alto, con la mano destra ma tenendo il foglio perpendicolare alla persona. nelle varie scuole dell’obbligo si è tentato di raddrizzare la deriva (scegliendo quella più igienica e facile, peraltro, fra tutte) con l’unica conseguenza che, normalizzata la pagina, le parole germinavano storte.
2. partizzo le persone. se mi occupa la visuale una donna con grandi tette, lei tutta diventa le proprie ghiandole e non c’è possibilità che io guardi altro. diventa difficile sostituire l’identità nominale con quella dell’impressione estetica monca - la faccenda per cui tutti abbiano un nome e impongano di usarlo, e la ancora più risibile pretesa che io me li rammenti. quando qualcuno si ricorda il mio nome, magari dopo settimane di distanza dalla volta che gliel’ho detto, mi impressiona, io credo sia una malattia (come tenere le banconote tutte girate per lo stesso verso in ordine crescente di valore, fare la fotocopia dei documenti, ricordarsi subito dove si è parcheggiata l’auto).
3. d’istinto dico bugie. per dire la verità occorre che mi concentri. in generale, ma soprattutto quando mi chiedono di raccontare un episodio a cui ho assistito, o un parere su una persona che conosco. è che mi annoio, ripetere esattamente quello che è già avvenuto e ho vissuto è sfibrante, mi tremano le palpebre dal tedio - lo so, c’ero, che palle. pertanto decoro la narrazione.
poi diffido dai concetti assoluti, la verità… la ragione. quando ho ragione in una discussione (che non sia professionale, laddove la ragione è mia di default) provo la perplessità di stare dalla parte sbagliata.
4. faccio passi lunghissimi ben oltre la fisica delle gambe che mi ritrovo innestate. questo per stare dietro a mio padre di cm 180 che da bambina mi teneva incollata a sé, dalle riunioni di partito al club dei radioamatori. e quando non camminavo ero ancora più alta, perché mi teneva sulle spalle. ed essendo il mio babysiter mio zio (di circa 20 anni più grande di me) ho avuto un’infanzia maschile - mia madre è una donna senza moine da femmina. dacché (presumo) deriva la mia tendenza a voler sedurre l’interlocutore.
5. non tengo ricordi. cancello i messaggi, butto le lettere. rigardo vecchie foto solo per narcisismo, non come meccanismo di rimembranza. mi scollo da ciò che è stato, non sono neppure più io. viaggio leggera, insomma, anche a livello di identità, confezione intatta ogni mattina.
dovrei indicare altri soggetti addosso a cui buttare la faccenda intimista ma… lascio che sia il padrone di casa a farlo.
ok, update mentre rigiro come in un paiolo della polenta i vestiti nel borsone del viaggio di capodanno, stante quanto comunicato dal tenutario:
alla lavagna http://www.italianpsycho.net/; http://www.astrognauta.net/;http://porcosenzali.blogspot.com/
donne, uomini, lo so, i link non si fanno così, ma se quel santo uomo di salvo mi tollera nella mia immensa ignoranza potete farlo anche voi, vero?
un lunghissimo bacio







