You feel like a bug!

28 Febbraio, 2006

Coma semiprofondo

Archiviato in: Diario — scritto da Kafkahigh @ 10:44

The Descent

Avrò dormito sì e no 4 ore questa notte. In parte fatico a riprendere il normale ciclo sonno-veglia e in parte perchè mi è venuto un bastardissimo maldidenti che ha deciso di avere il suo ‘apice di tormento’ intorno alle 4:00 del mattino. Quindi stamattina sono praticamente inservibile, ho gli occhi gonfi, la sensazione di ’scassato’ e anche un bel po’ di sonno arretrato. Ieri notte ho visto un bellissimo film, The Descent, un horror ambientato dentro a delle caverne sottoterra. Immaginate di organizzare una scalata alle pareti di una grotta con le vostre amiche peppie e immaginate di trovare una grotta mai esplorata e …continuate ad immaginare…. che questa grotta sia popolata da strani esseri. La claustrofobia (adatta al luogo), la suspence, l’orrore puro e anche un certo sadismo da parte del regista fanno il resto. Ve lo consiglio.
Inoltre il film è recitato tutto da donne, il che non guasta.

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27 Febbraio, 2006

Follow the Moth

Archiviato in: Diario — scritto da Kafkahigh @ 20:00

Seguite il farFallo :

Bakemono

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26 Febbraio, 2006

Cannibalship

Archiviato in: Diario — scritto da Kafkahigh @ 20:33

Species

Proseguo con la serie : sogni torbidi e incomprensibili:

  • Stanotte mi trovo sulla superficie marziana. Faccio parte di una squadra di tecnici addetti alle trivellazioni per lo sfruttamento delle risorse minerarie. Nei centocinquanta anni che ci abbiamo messo per colonizzare il pianeta rosso non abbiamo avuto nessun tipo di contatto con entità extraterrestri. Ne’ pacifico, ne’ ostile, nulla. Il panorama del pianeta è costituito per la maggior parte da brulle catene montuose di una stolida, grezza, compatta argilla rossa. Abbiamo costruito una torre di osservazione in cima ad uno dei picchi. Mi trovo lì in questo momento. Su Marte non ci sono nuvole, tranne una generalizzata foschia che si perde nell’orizzonte, fino a dove arriva lo sguardo. Sto guardando fuori da una enorme parete a vetri. Il paesaggio è costituito da cime di colline e piccole montagne rosse che si perdono nella foschia, in fondo.
    A un certo punto veniamo avvisati dai radar che è stato rilevato un oggetto sconosciuto in rapidissimo avvicinamento. Non facciamo neanche in tempo a fare un secondo controllo con le strumentazioni che già vediamo qualcosa all’orizzonte. Ci pervade un sentimento di orrore. Nessuno di noi ha mai visto una cosa del genere. Una enorme astronave a forma di donna. Una donna aliena senza dubbio, con enormi mammelle metalliche che scintillano nella luce malata del pianeta rosso, come ricoperte di fuligine , di polvere. Il volto è il volto della Statua della Libertà, solo molto più grande, imponente, minaccioso. E non si tratta neanche di una vera e propria astronave. Non sta volando. Il suo corpo snodato, provvisto di 3 paia di braccia, si muove sinuoso, scivola, appoggiandosi alle colline, come qualcuno che camminasse carponi. Ogni tanto si ferma e orienta la testa a destra e a sinistra, come se fiutasse qualcosa. Come se fiutasse noi.
    L’essere-astronave si ferma proprio di fronte alla nostra torre di osservazione, è come se ci stringesse in un abbraccio. Di colpo si abbassa a baciarci (o morderci) . Si attivano le sirene che segnalano una intrusione, parte dello scafo dei piani alti è stato distrutto. i sensori indicano penetrazione , intrusione. Questa immensa struttura sembra una vespa che punge la preda, avvinghiandola in un abbraccio funereo.
    Si sentono delle urla. Qualcuno che scappa, rumori concitati. Qualcuno ride oppure piange. Io mi affaccio a guardare in uno dei pozzi degli ascensori e vedo una scena raccapricciante, corpi straziati con le nude ossa esposte. Sono stati fatti a pezzi. Divorati. Qualcosa di folle si muove rovistando nelle carcasse.
    - C’è qualcosa là fuori- dico
    - C’è qualcosa…-
    - Qualcosa -
    - Qualc…-
  • Mi sveglio.

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    25 Febbraio, 2006

    Fuso Orario

    Archiviato in: Diario — scritto da Kafkahigh @ 18:45

    Devo essermi creato un fuso orario tutto personale … , oggi ad esempio mi sono alzato alle 13:30, ho pranzato alle 17:00 e ho visto il sole tramontare subito dopo pranzo. Adesso cazzeggio alla grande , mi sento un po’ rinko ma è OK. Ieri sera ho cenato dall’amico BR1, ed è stata una serata veramente piacevole. All’ultimo momento non ho avuto il coraggio di andare a ballare, ero troppo imbottito di vino e di porto per rischiare un pericoloso shake. Poi ho saputo che il deejay berlinese ha messo buona musica. Ne sono felice, ma passo. Stasera è invece di nuovo sabato olimpico e di nuovo notte Bianca. (Le mie lo sono tutte, almeno ultimamente). Ho un mezzo gancio o anche più di uno per stanotte, sempre se reggo, dopo il lavoro, sempre che non riagganci prima.

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    23 Febbraio, 2006

    EBBASTAFREUD!

    Archiviato in: Diario — scritto da Kafkahigh @ 13:24

    Mi unisco al coro unanime e al caro Sogni : Fermiamo la violenza e l’accanimento Freudiano!
    Freud 1

    Freud 2

    E intanto vi racconto il sogno di stanotte:

    Mi trovo in giro per la città olimpica piena di gente, entro in un bar, c’è gente stravaccata per terra, ordino un caffè , poi esco. Mi avvicina una ragazza che comincia a importunarmi, cerco di mandarla via ma lei non desiste. E’ a questo punto che la ragazza mi ammanetta e mi consegna a due carabinieri.
    Dicono che ho violato la legge, mi dicono che ho dei cartelloni attaccati addosso con delle frasi offensive, ma in realtà ho solo l’etichetta della giacca che è rimasta attaccata, quella del negozio. Mentre mi portano via uno dei due carabinieri, grasso, cinquantenne, inizia a farmi delle proposte oscene. Che io, con mio sbigottimento, accetto. Invece di portarmi in caserma mi porta a casa mia, attraversiamo chilometri e chilometri di Po’ a bordo di una specie di motoscafo a elica , tipo quelli delle paludi californiane e infine arriviamo in questo appartamento buio e spoglio dove consumiamo un triste rapporto sessuale. Mi sento sporco. Il tipo fa per andarsene ma nel frattempo suonano alla porta. E’ mia madre! E non solo, c’è anche tutta la famiglia, zie , zii ecc. ecc. Mi sento morire. Riesco a mandare via il carabiniere con una scusa, facendolo passare per ‘l’elettricista’ . E mia madre che mi chiede se sono contento di vederla, e che mi ha fatto una visita a sorpresa. “Eh! ” penso e … e poi : EBBASTAFREUD!!!! ANZI EBBASTAFROID!

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    22 Febbraio, 2006

    Influenza aviaria

    Archiviato in: Diario — scritto da Kafkahigh @ 16:43

    Avian Flu

    Stamattina mi sono svegliato molto presto (alle 9:00) , una variante rispetto ai miei standard ormai consolidati. L’urgenza era di andare all’ospedale per vedere il da farsi con questa maledetta operazione alla gengiva. Ho fatto mezz’oretta di coda e mentre leggevo un fumetto , in sala d’attesa, buttavo occhiate qua e là alla gente che aspettava il proprio turno. Alla fine si è concluso tutto con un nulla di fatto, ci rivedremo a metà Marzo e finalmente questa cosa si farà, spero. Spero solo che non mi si gonfi nulla nel frattempo, non vorrei assomigliare ad un gallinaccio coi bargigli gonfi causa aviaria H5N1 (quella letale…). I giornalisti ci giocano un po’ con queste storie del cazzo, e magari non succede niente di male, ma loro vendono qualche giornale in più sulle ansie della gente. Ci vorrebbe una legge che impedisse la diffusione del panico a mezzo stampa.

    Proseguono i lavori del progetto parallelo che presto renderemo pubblico, qualche indizio, una Q, una bandiera pirata, alveari distrutti, smalto per unghie , preservativi e molto molto altro.

    Preacher Gone to Texas

    Il fumetto che stavo leggendo stamattina e che vi consiglio caldissimamente si intitola “Preacher - Texas o Morte” di quel geniaccio di Garth Ennis ed è stato pubblicato originariamente dalla Vertigo Comics nel 1996 Questa è una edizione tascabile, la trovate in edicola adesso, a cura dela PMA edizioni. Una di quelle storiacce hard-boiled che così tanto piacciono al vs. kafka. Ma questa, miei cari, è moooolto mooolto di più. Dimenticate Tarantino, questa è una pera di hard-boiled puro direttamente nell’ipotalamo.

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