You feel like a bug!

31 Dicembre, 2005

E’ la fine

Archiviato in: Diario — scritto da Kafkahigh @ 11:45

Big Ben

Avevo idea di fare un post che parlasse di tutt’altro che non l’imminente cambio di anno. Ma come non parlarne? Stamattina sono uscito per alcune piccole commissioni (soprattutto immagazzinare film e qualcosa di sgranocchiabile, come uno scoiattolo cinefilo, in previsione dell’imminente serata e soprattutto la pallosissima giornata di domani.) Ancora non so se sarò da solo questa sera, ho declinato l’invito di alcune care persone, a Torino e a Milano , che avevano avuto la bontà di invitarmi, per motivi vari e che credo di non dover spiegare qui. Le feste purtroppo non sono ancora finite e non finiranno che la settimana prossima, con la Befana che , appunto, tutte le feste si porta via. E quest’anno se le porta via con un vaffanculo da parte mia, e ringrazierò se resterò incolume. Poi, visto che non è mai veramente la fine, ma è semplicemente un nuovo inizio, mi ripropongo in questa pagina, alcune cose che vorrò/dovrò fare nell’anno che sta entrando e nei successivi, ça va sans dire. Siccome è come quando vedi una stella cadente, non lo devi dire assolutamente, io non li esprimerò qui in forma elettronica, ma solamente come pii desideri del cuore, o di quello che ne rimane. Mi trovo a dover fare molti lavori di restauro, tagliarmi la barba talebanica che mi sono fatto crescere per ricordarmi che Novembre e Dicembre sono mesi di morte, fare uscire la pallina dall buca e colpirla di nuovo fino alla prossima buca, in questo gioco del Golf che spesso mi ingolfa e che vorrei tanto tramutare in Bowling. Caduti tutti i birilli mi godo lo Strike e buonanotte. Vi regalo qualcosa di terribile, una traduzione di “The Seven Seals Are Revealed at the End of Time” del buon David Tibet dei Current 93, folletto kelto-tibetano, anche lui appartenente al mio piccolo pantheon personale di santini laici , insieme a William Burroughs e John Balance. Testo che è la risposta ad alcuni versi che Balance scrisse nel booklet che accompagnava il disco Horse Rotorvator dopo aver fatto un sogno. E che trovate nella mia sezione Traduzioni. Perchè ? Vi chiederete. Perchè l’orrore serve ad espiare, esorcizza il dolore, e dopo che l’angoscia vi ha drenato il fiato, l’aria fresca della serenità vi riempie i polmoni. Dopo che tutto è finito, ci si può finalmente rasserenare.

Perchè quando si muore si nasce. Buon 2006 a tutti voi.

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29 Dicembre, 2005

Eccomi

Archiviato in: Diario — scritto da Kafkahigh @ 11:33

Sono tornato ieri sera dopo una piccola odissea aerea di ritardi insostenibili. E’ stato bello vedere Torino dall’alto come una sorta di enorme Gerusalemme scritta in cifre binarie, 0 e 1 , acceso e spento. Un mare di luci in movimento.
L’umore è buono, a parte le solite nuvole di paranoie che spero si dissolvano presto all’orizzonte. Mi tocca di lavorare!!!!
A presto!

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23 Dicembre, 2005

Cocooning

Archiviato in: Diario — scritto da Kafkahigh @ 16:30

Sono in una specie di bozzolo, l’insetto Kafka si evolve. Non mancate i futuri sviluppi…

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22 Dicembre, 2005

Fichi d’india a colazione

Archiviato in: Diario — scritto da Kafkahigh @ 11:35

Fichi d'India

Oggi mi sono alzato alle 11:00 dopo che per tutta la notte mi sono girato e rigirato nel letto. E’ curioso come quando si cambia letto è (per me) quasi impossibile abituarmi alla nuova situazione. Mia madre mi ha fatto trovare il caffè pronto e anche un piatto di fichi d’india sbucciati. Ne ho mangiato solo uno , di color rosso porpora. A Torino avrei , che ne so, bevuto una spremuta al massimo, qui invece, secondo l’antica usanza, a colazione ci sono i fichi d’india…
Va abbastanza bene e , sorprendentemente, il mio umore è decisamente alto. Mi aspettavo di peggio, dopo tutte le vicissitudini passate. Meglio così. Continuerò ad aggiornarvi , come sempre. Per il momento mi godo il sole che entra dalla finestra…

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20 Dicembre, 2005

Ciclo

Archiviato in: Diario — scritto da Kafkahigh @ 22:29

Lotus Mandala
Vi accolgo con questo meraviglioso mandala a forma di fior di Loto, per dirvi che in qualche modo sono alla ricerca di un po’ di serenità interiore, e quindi ho bisogno di (ri)prendere contatto con il mio spirito. Domani volo in Sicilia, per rivedere la mia famiglia e starò lontano per un po’, ma l’uomo più informatizzato del mondo non può stare senza internet quindi sicuramente bloggerò e scriverò mail anche da lì. Torno il 28 sera e , purtroppo, l’indomani già lavoro. Riuscirò a fermarmi? Un bacio a tutti voi che mi siete stati vicini in questi giorni di bisogno, e un abbraccio e ovviamente avrò cura di farvi gli auguri al momento giusto.

A presto
Salvo

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19 Dicembre, 2005

Riso amaro

Archiviato in: Diario — scritto da Kafkahigh @ 20:12

Cry on your Smile

A volte ci si rende conto che la vita ha un senso dell’umorismo tutto suo. Una specie di relatività applicata non alle cose, ma alla percezione del ridicolo. Uno cade e si fa male e gli altri ridono. Ricordo al liceo, in anni torbidi di sonno, una professoressa che ci spiegava Pirandello, ci fece l’esempio della vecchia che si truccava il viso come una ventenne. A noi avrebbe suscitato il riso, per lei invece era una cosa mortalmente seria. Ecco perchè non si dovrebbe ridere, ma neanche piangere. Eppure, quale atto ci avvicina alla divinità più del Riso? Celebrazione suprema della gioia della creazione. Oppure ridere della creazione? E se Dio ridesse di noi? In fondo noi creiamo mondi virtuali, vedi cinema, arte, poesia, per il nostro sollazzo. Perchè quindi Dio non può ridere della nostra miseria? E se è vero che siamo a sua immagine e somiglianza allora mi spiego anche perchè noi ridiamo quando uno cade e si fa male.
Ma sto vaneggiando, la verità è che mi sento talmente sfondato dalla vita che mi viene quasi da ridere… HAHAHHAHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHA

E adesso la parola a Monsieur Leoncavallo :

Recitar! Mentre preso dal delirio
non so piu quel che dico
e quel che faccio!
Eppur, è d’uopo sforzati! Bah
sei tu forse un uom? Ah! ah! ah!
Tu se’ Pagliaccio!
Vesti la giubba e
la faccia infarina.
La gente paga e rider vuole qua.
E se Arlecchin t’invola Columbina,
ridi, Pagliaccio e ognun
applaudira!

Tramuta in lazzi lo spasmo ed il pianto;
in una smorfia il singhiozzo e ‘l dolor.
Ah!
Ridi Pagliaccio, sul tuo amore infranto!
Ridi del duol che t’avvelena il cor!

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