Febbre permanente

Was that my first mistake? You see how my heart breaks
Non cito Chimenti/Sylvian a caso, in questa afosa domenica di Giugno, ho spazzato in lungo e in largo i venti elettronici della rete per nutrirmi. Di cosa? Di sogni e di incubi naturalmente. I sogni sono capaci di spezzare il cuore e il mio è da tempo in riparazione.
Parto con la terza persona:
“Kafka in cielo, crocifisso su un tavolo da biliardo, osserva il farsi e disfarsi delle nuvole, lontano, fino a dove l’occhio si perde. Lì in fondo è come un cibarsi di rondini, un assurdo alveare di raggi. Il sole, lo vedi, sin dalle prime ore del mattino è capace di ferirti, di aggredirti. Catturalo, se puoi, in uno specchio e mettilo via per l’inverno. Spegnere la luce non serve, non molto almeno. Però chiudi gli occhi, orizzontale, come le bambole e immagini di soffocare, di scomparire per sempre, di liquefarti nella trappola umida delle lenzuola. Serve la musica e un uplink da almeno mezzo terabit per poter scorrere , come scorro io, in compagnia di Johnny Book, il ragazzo Trascendentale, la Gabbiana Matta e Fetjuk il Cormorano. Spazziamo gli interstizi dell’etere ad ogni crash della console, ad ogni heartbeat che il server Radius, copiosamente, emana.
-Eri così carino…eri così carino…così carino…pigro di testa e ben vestito-
Echi lontani dall’universo CCCP
Mi sveglio. Ma la playlist continua ad avanzare imperterrita, ecco spiegato come mai sentivo questa musica. C’è sempre musica in abbondanza, e , lasciatemi dire, senza musica non si va molto lontano. Quindi mi metto appollaiato appena dietro la finesta a spiare un po’ la strada. Nell’assolato pomeriggio rari passanti lucifugi e malfermi, come infartuati d’improvviso, la città è attraversata da una spugna di elettroni, da un cartone crish crash attraverso le ossa, attraverso i tubi del metano. Per questo tutto scorre così lentamente, come per attrito cartavetroso. Mi schiarisco la gola, medito, sorrido. Ho trovato, penso, la soluzione: Non avere paura della morte. “
Esce ancora un po’ rugginosa perchè è da tanto che non uso il tubo. Ma se continua, c’è anche la speranza che diventi cristallina e fresca e potabile. Il vero miracolo, in questo caldo, è che sgorga la scrittura.






